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Lo Sapevi che… C’è un legame tra Monte Sacro e Simon Bolivar?

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Cosa ci fa un memoriale dedicato a Simòn Bolivar su Monte Sacro? La storia narra che nel 1.805, mentre si trovata a Roma, Bolivar scoprì le gesta dei plebei che nella Roma del 494 a.C. si rifugiarono sulla collina di Monte Sacro dando vita ad una rivolta contro i patrizi. La plebe romana, composta da agricoltori, commercianti e artigiani era costretta ad arruolarsi per combattere contro i popoli vicini, abbandonando campi e botteghe. Al ritorno dalla guerra capitava che le persone cadessero in miseria e contraessero debiti che, se non saldati, portavano alla schiavitù. E il Senato si rifiutava di trovare una soluzione. I soldati, allora, si ritirarono sul Monte Sacro, fino a quando riuscirono ad ottenere un patto con i senatori: l’istituzione dei Tribuni della plebe e l’abolizione della schiavitù per debiti.

Bolivar notò molte assonanze tra la condizione dei plebei nell’antica Roma e quella degli abitanti dei paesi dell’America Meridionale, oppressi dal dominio spagnolo. E proprio sul Monte Sacro, il 15 agosto del 1805, decise di pronunciare il suo solenne giuramento di liberare i popoli del Sud America. “Giuro innanzi a voi, giuro sul dio dei miei padri, giuro su di loro, giuro sul mio onore e giuro sulla patria che non darò riposo al mio braccio, né requie all’anima mia, fin quando non avrò spezzato le catene che ci opprimono per volontà del potere spagnolo”. Queste le parole pronunciate sulla sommità di Monte Sacro.

Ma chi era Simòn Bolivar e soprattutto, cosa ci faceva a Roma nel 1805? Bolivar nasce a Caracas nel 1783 da una ricca famiglia creola. I genitori muoiono quando lui è ancora bambino, lasciandogli in eredità una vera e propria fortuna. All’epoca l’America Latina è ancora sotto il dominio spagnolo, ma le rivoluzioni americana e francese scuotono la situazione politica del Sud America, cristallizzata da secoli. Nel 1808 molte regioni si ribellano a Giuseppe Bonaparte, salito sul trono di Spagna. Nascono così diverse giunte autonome che vengono però spazzate via con la Restaurazione.

Simòn sceglie la carriera militare. Rimasto prematuramente vedovo all’età di 19 anni, compie un lungo viaggio in Europa. Dopo aver soggiornato a Parigi, parte per Roma e durante il viaggio assiste all’incoronazione di Napoleone re d’Italia nel Duomo di Milano il 26 Maggio 1805. Una volta a Roma, il 22enne Bolivar rimane affascinato dalla città eterna. Passa le giornate visitando Roma e studiandone la storia. Scoprendo anche la vicenda che riguarda la rivolta della plebe. Il 15 agosto compie un’escursione sul Monte Sacro con il suo maestro Don Simon Rodriguez, ideologo e letterato. Deciso a cambiare la sua vita e la storia delle popolazioni oppresse dell’America Latina pronuncia il suo giuramento in quel luogo fortemente simbolico.

Tornato in patria Bolivar si unisce alla rivolta antispagnola del 1810, ma sconfitto, si ritira a Nuova Granata (Colombia, Ecuador e Panama). Qui prende forma il suo progetto: una federazione di Stati indipendenti in grado di tenere testa alla Spagna e di contenere i conflitti sociali. Tra il 1812 e il 1817 a capo di varie spedizioni militari conquista e perde più volte il Venezuela. Fino ad esserne eletto presidente nel 1817. Nel 1821 sconfigge definitivamente gli Spagnoli liberando la repubblica della Grande Colombia e negli anni successivi Ecuador e Perù.

Ma torniamo ora a Roma. Nel 1933 un comitato di nazioni dell’America meridionale (Bolivia, Colombia, Ecuador, Panama, Perù e Venezuela) commissionarono allo scultore italiano Pietro Canonica la realizzazione di una statua di Simon Bolivar, da donare al comune di Roma per ricordare il giuramento del Liberatore. La statua venne inaugurata il 21 aprile del 1934 alla presenza di Mussolini. Il monumento, però, realizzato per essere collocato sul Monte Sacro, venne posto nei giardini di viale Tiziano. Per la realizzazione del memoriale posto sulla sommità del Monte Sacro bisognerà allora aspettare fino al 15 agosto del 2005. E proprio quell’anno, il 16 ottobre, in occasione del secondo centenario della visita a Roma di Bolivar, l’allora presidente del Venezuela Hugo Chavez rese omaggio al Libertador, compiendo anche la prima visita ufficiale di un Capo di Stato ad un municipio romano. Nel maggio del 2013 anche l’allora presidente del Venezuela Nicolàs Maduro rese omaggio al grande liberatore visitando il memoriale posto sul Monte Sacro. Ecco perché possiamo dire che anche la liberazione dei popoli del Sud America partì da Roma.